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Filosofia

Per far si che le cose che fai, riescano nel migliore dei modi devi credere fermamente in ciò che stai facendo, per credere in ciò che stai facendo devi avere passione ed è con tale passione che il nostro allevamento è diventato "Grande".
La passione viene dall'anima, in ogni momento da la forza di andare avanti migliorare, gioire dei risultati e superare gli ostacoli che lungo il cammino si incontrano.
Uso queste poche righe per raccontare un aneddoto che più di tante parole può descrivere la nostra passione per il Bracco Italiano, prima di tutto come amico e poi come compagno inseparabile di caccia.
Bolo forse il migliore, "IL Grande", un giorno ci lasciò.

"Bolo dei Sanchi detto Leo, Campione Italiano ed Internazionale era nato 3 anni e mezzo fa da Itler per la Camp. Dada.

Era stato proclamato Campione Italiano all'età di due anni e a tre era già Campione Internazionale.
Imbattuto su tutti i ring, era considerato dai migliori Giudici il più bel Bracco Italiano dal dopoguerra ad oggi: ed alcuni l'avevano definito il bracco dalla "testa da cesellatura scultorea". Eccellente in gare era superlativo a caccia.
E' morto intossicato da fosfuro di zinco, mentre stava cacciando in Grecia, negli stessi luoghi dove all'età di sette mesi aveva fermato la sua prima starna insieme alla madre.
Aveva cacciato fino a poche ore prima della morte.
Era sempre il primo ad andare in ferma ed era sempre il primo al riporto del selvatico. L'ultimo giorno era a caccia con il figlio Alì : la cerca era diminuita così pure la sua grande avidità quando, in ferma, su una brigata di starne di cui ne abbattemmo una al frullo, si vide superare al riporto dal figlio ( cosa mai successa prima ). Si fermò mi guardò e come mortificato ritorno verso di me con la coda e la testa abbassata accasciandosi ai miei piedi. Lo accarezzai, lo incitai a seguirmi ma era troppo debole per farlo.
Lo caricai sulle spalle e con le lacrime agli occhi cercai di raggiungere al più presto il camioncino che distava a circa 3 km.
Partimmo immediatamente per l'Italia, con la speranza di salvarlo, ma all'altezza di Belgrado un ululato ruppe il silenzio che regnava nell'abitacolo del camion: era LEO il nostro amato Bracco che ci dava il suo ultimo saluto.
Nessuno di noi ebbe il coraggio di pronunciare la frase "LEO è morto", ma dopo pochi attimi i nostri volti gia tirati si rigarono di lacrime ed il mutismo si trasformò in singhiozzi.

Addio LEO. Grazie per le grandi soddisfazioni che ci hai dato e che ci daranno i tuoi figli.
F.lli Sanchi"

Non si saprà mai chi intossicò Bolo ma una cosa fu certa, il suo carisma la sua passione per la caccia e la sua amicizia è ancora viva dentro di noi dopo più di 25 anni, e ci ha permesso di allevare al meglio questa bellissima razza, nota per la sua intelligenza e fedeltà al suo compagno di caccia.